Di che cosa ci
nutriamo? Non solo di cibo solido ma anche di aria e di acqua. Il principale
elemento indispensabile per la vita è senza ombra di dubbio l’aria: si
consumano in media 126.000 litri d’aria il giorno di cui 26.000 litri sono
rappresentati dall’ossigeno. L’ossigeno
dell’aria è indispensabile per la sopravvivenza ma è di primaria
importanza anche per la trasformazione del cibo in energia: una persona
costituzionalmente ansiosa farà atti respiratori superficiali che ridurranno la
quantità di ossigeno inalato. L’acqua
entra a far parte del nostro
corpo fisico per più del 70% e rappresenta il solvente universale: ogni scambio che avviene all’interno del
corpo può avvenire soltanto a mezzo dell’acqua. L’acqua è indispensabile per la
produzione di tutti i liquidi organici (sangue, linfa, succhi gastrici, ecc.), concorre
alla produzione di energia (genera un’energia idroelettrica all’interno
delle cellule che viene immagazzinata come energia chimica) e rappresenta lo
scheletro di tutti i tessuti e di tutti gli organi in quanto produce campi
elettromagnetici che tengono unite le molecole tra di loro. In condizioni
standard vengono espulsi due-tre litri di acqua ogni giorno attraverso le
urine, la sudorazione, la respirazione e le feci per cui si devono introdurre altrettanti
due-tre litri di acqua (anche con l’ausilio di frutta e verdura) per
reintegrare le perdite. La ridotta introduzione porta a disidratazione che,
considerate le funzioni dell’acqua, scatena dismetabolismi anche gravi come
intossicazione tessutale (per mancato drenaggio delle tossine), alterata
nutrizione e ossigenazione cellulare (per il rallentamento della circolazione
emo-linfatica), inibizione del metabolismo (per ridotta produzione di enzimi).
La disidratazione dei tessuti del tubo digerente si manifesta con la sensazione
della sete mentre la disidratazione degli altri tessuti corporei si manifesterà
con sintomi spesso non correlati ad essa: stanchezza, nervosismo, prurito
cutaneo, dolori migranti. Bisogna introdurre, quindi, almeno due-tre litri di
acqua il giorno (lontano dai pasti) fino a riuscire ad espellere urine quasi
incolori ed inodori. Che acqua bere? Acqua alcalina (con un pH maggiore di
sette). L’acqua alcalina è maggiormente capace di attraversare le membrane
delle cellule ed è quindi maggiormente capace di neutralizzare l’eccesso di
acidi sia di quelli prodotti con la digestione degli alimenti sia di quelli
introdotti con essi. Oltre ad essere alcalina, l’acqua deve avere un residuo
fisso (che indica la quantità di sostanza solida che rimane dopo aver fatto
evaporare l’acqua) compreso tra 80 e 200 mg/L e una durezza (da intendersi la
concentrazione totale di ioni calcio e magnesio presenti nell’acqua) compresa
tra 7°f e 14°f (dove “f” è l’unità di misura e sta a indicare “gradi francesi”).
domenica 15 settembre 2013
VACANZE ... DOLCI VACANZE
La forma fisica,
cosa sarà mai? Sicuramente intendiamo un buono stato di salute che è il frutto
di una adeguata attività fisica e di una sana alimentazione. Sovente, dopo
periodi di vacanza, sorge la voglia di perdere immediatamente il peso
accumulato in eccesso e ci si imbatte in pseudo trattamenti dietetici che
portano ad un repentino calo del peso senza tenere conto dei danni che essi
possono provocare. Cominciamo col dire che non bisogna perdere peso corporeo ma
massa grassa, motivo per cui all’inizio di qualsiasi trattamento dietetico e
durante esso bisogna sottoporsi ad un esame bioimpedenziometrico, ovvero ad un esame
della composizione corporea. La bioimpedenziometria, attraverso l’applicazione
di due elettrodi sul dorso della mano destra e due sul dorso del piede destro, rileva
immediatamente due componenti dell’impedenza (la forza che oppone il corpo al
passaggio di una corrente) che sono la resistenza (per quantificare i liquidi
presenti nel corpo) e la reattanza (per quantificare le membrane cellulari).
Grazie a questo esame saremo in grado di conoscere l’entità delle tre grandi
masse di cui siamo costituiti: la massa grassa, quella magra e l’acqua; di
quella magra, inoltre, saremo in grado di quantificare l’entità della massa
cellulare (l’insieme di tutte le cellule ivi comprese quelle muscolari) e per l’acqua
potremo discernere tra acqua extracellulare (indice di ritenzione idrica) ed
intracellulare (indice dell’entità di massa cellulare). La massa cellulare è
l’unica massa corporea che ha un dispendio energetico per cui una sua riduzione
determinerà anche un calo del dispendio stesso e quindi comprometterà anche la
riduzione della massa grassa. Un buon trattamento dimagrante dovrà, quindi, far
ridurre la massa grassa e preservare l’integrità di quella cellulare (cercando,
anche, di aumentarne l’entità): un generico “calo di peso” non è sufficiente
indicazione di un protocollo adeguato. Non bisogna adottare quegli schemi
dietetici che consigliano di evitare gruppi di alimenti e che promettono utopistici
cali di peso in tempi record. Una sana alimentazione prevede l’eliminazione
soltanto del cosiddetto “cibo spazzatura” (patatine fritte, dolciumi
industriali, bibite zuccherate, ecc.) e consiglia di ingerire tutte le
tipologie di alimenti con grammature ed orari diversi di assunzione specifici
per ogni persona in esame.
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